it's a quid pro quo situation.
now, i seem to be givin' out a lotta quid, but i'm not gettin' back much quo.
un poliziotto muore mentre cerca di infiltrarsi, un po' di soldi spariscono, il compagno del poliziotto morto è messo sotto pressione dagli affari interni e gli viene offerta una scappatoia. un galeotto esce di galera dopo essersi fatto tre anni per rapina, il boss cui ha parato il culo lo vuole ancora proteggere ma lui tenta di rifarsi una vita e di tornare con sua moglie e sua figlia. e poi politici corrotti che trattano con ex-poliziotti corrotti, che a loro volta passano informazioni a poliziotti corrotti che cercano di incastrare poliziotti puliti (?) che tentano di arrestare un gangster ormai fuori dai giochi. macerie su macerie in periferie che trasudano potere.
prima di diventare famoso come sceneggiatore di clint eastwood, e soprattutto prima di vincere l'oscar per il bellissimo crash, paul haggis ha tentato la strada della tv con una serie poliziesca molto breve, maltrattata e poi cassata dalla cbs, dal titolo ez streets. su imdb è semplicemente descritta come una delle migliori serie televisive di sempre, e probabilmente ci sarebbe da chiedersi perché oggi sia non solo sconosciuta ai più ma anche praticamente impossibile da recuperare nella sua completezza.
ho detto che si tratta di una serie poliziesca, ma in realtà questa descrizione è talmente riduttiva da risultare, anche solo dopo aver visto il pilot, fuorviante. soprattutto nella realizzazione, ez streets mostra molto di più di una semplice messa in scena di genere, si spinge su percorsi e territori che finora mai avevo visto esplorati dal piccolo schermo. dialoghi serrati e incredibilmente lunghi, nonché ragionati e mirati sin nel più piccolo particolare (inquadratura, smorfia o parola che sia), personaggi credibili e complessi, tanto che dopo sei episodi ancora devo ben comprendere dove vada chi, intrecci dolorosi, colori sbiancati, inquadrature e sequenze aeree che creano un distacco commovente (ad esempio, l'intera sequenza d'inizio del pilot, poi ripresa in parte alla fine).
tutto ciò, unito al fatto che la città in cui si svolgono i fatti non viene mai menzionata (anche se le riprese sono state fatte tra chicago e detroit), dà alla serie un'aura di intangibilità e di mistero che (e forse qua mi spingo troppo oltre) ricorda più twin peaks che non una qualunque serie poliziesca americana (l'impressione è che da un momento all'altro si possa svelare un'entità superiore che trascende l'umano e che tira inesorabilmente i fili delle vite dei personaggi).
e alla fine di tutto c'è joe pantoliano, gangster completamente fuori dai canoni, quasi un topolino che a ogni inquadratura lotta per mostrare i coglioni, straordinariamente credibile nella sua non fisicità e che risulta per paradosso essere quasi il personaggio positivo della storia. con vestiti sempre troppo grandi, con un sigaro che non gli si addice, con una voce stridula che tanto ricorda il compagno sfigato che tutti noi prendavamo in giro a scuola, pantoliano recita in maniera straordinaria, sostiene la scena praticamente da solo anche laddove non se ne sente il bisogno perché comunque gli altri attori (ken olin, jason gedrick, debrah farentino, richard portnow, mike starr, rod steiger, tanto per dirne alcuni) sono talmente al loro posto da avere il ruolo che interpretano davvero cucito addosso.
qui trovate la lista completa dei nove episodi (l'ultimo non è mai stato trasmesso in tv). sapete cosa fare. il rischio è non riuscire a trovarli tutti e vi assicuro che la sensazione di restare in sospeso con questa serie non è bella.
think about it. as bad as it feels now, it's someone else's pain.